Posizionarsi nelle local search grazie alle recensioni

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Esiste una differenza sostanziale fra il web old school e il web 2.0, ed è dato proprio dal grado di interazione che intercorre fra clienti e aziende. L’era delle pagine web statiche con su un manifesto e una call to action che rimanda ad una scheda prodotto fine a sé stessa è pressoché terminata, sebbene molti sviluppatori ancora continuino ad ancorarsi a questa formula.

Oggi un acquirente non si accontenta più di osservare la foto del prodotto e la sua descrizione. La prima cosa che fa prima di premere il tastino verde “Acquista” è una ricerca online su quel prodotto, alla ricerca di recensioni da parte di utenti che già lo hanno testato. Le opinioni valgono più della parola dell’azienda e questo le persone che acquistano lo sanno bene, e lo sa molto bene anche Google che ha inserito proprio le recensioni degli utenti nei parametri utili a posizionarsi nelle local search.

Badate bene, stiamo parlando di Local Search e non di SERP in generale: abbiamo già introdotto l’argomento relativo al nuovo algoritmo Pigeon già rilasciato negli USA. Ciò significa che non ci posizioneremo alti in classifica col nostro sito solo perché lo infarciamo di recensioni, queste assumono rilevanza nelle SERP locali solo ed esclusivamente se vengono utilizzate in quei luoghi che Google stesso ha identificato essere autoritativi per le local search, vale a dire Google Plus, TripAdvisor, Yelp e altri siti di pari spessore creati proprio a quello scopo.

Abbiamo già una visione abbastanza chiara di come funzioni il sistema delle recensioni semplicemente osservando siti che le utilizzano massivamente, come Amazon: chi vuole comprare una pipa per tabacco, per dirne una, passa in rassegna tutte le pipe in vendita sulla piattaforma confrontando prezzi e recensioni, e non è detto che le recensioni addirittura non la spuntino sul prezzo talvolta.

Appare subito chiaro come inserire le recensioni sul proprio sito web o registrarsi nelle Local Search con G+ possa essere un’arma a doppio taglio, perché se da un lato un’ottima recensione attrae molti click, dall’altro una pessima recensione in mezzo a tante positive può rovinare il destino di un prodotto.

Come funzionano le recensioni su G+?

Quando qualcuno recensisce l’azienda dalla pagina G+, il suo voto andrà a formare la media tra tutti i voti ricevuti fino a quel momento e verrà mostrato, unitamente a tutti gli altri, nei rich snippets delle SERP, visualizzando un certo numero di stelline, affiancate al numero che corrisponde al numero totale dei voti ricevuti fino a quel momento. Ovviamente avere tutti i backlink del mondo e apparire in prima posizione non servirà a molto, se poi le recensioni non confermeranno la buona qualità del servizio offerto.

Tutte le recensioni rilasciate su G+ saranno visualizzabili da chi visita la pagina, in più le recensioni verranno elencate di default in base ad alcuni parametri tra i quali: rilevanza della recensione e utilità stabilita dagli stessi voti degli utenti, lunghezza della recensione e, eventualmente, la data di pubblicazione. Ecco quindi che una recensione ben piazzata potrà essere il vostro Cavallo di Troia o il vostro Tallone d’Achille.

Come ottenere buone recensioni?

Se state pensando che basti fare un buon lavoro per ottenere buone recensioni mi dispiace deludervi, ma vi sbagliate di grosso. Le persone devono essere spronate a farlo in ogni modo, dedicando a tale raccolta quasi la stessa energia che dedicate a collezionare un “Buy” sul vostro sito… ma forse anche di più.

Buona norma è quella di inserire una call to action sul vostro sito ovunque riteniate necessario, anche tra le mail che inviate con la newsletter alle vostre mailing list. Alcuni commercianti inviano ai propri clienti una lettera dove ringraziano per l’acquisto e chiedono una recensione, e lo fanno con incredibile successo. Un altro metodo è quello di sfruttare la propria pagina Facebook, magari anche tramite una piccola sponsorizzazione, o inviando una richiesta esplicita direttamente ai vostri clienti.

Bisogna anche tenere a mente che Google, ovviamente, contrasta il mercato già floridissimo della compravendita di recensioni. Se chiedete ad amici e follower di recensirvi ricordate di farlo sempre con buon senso e avendo ben presente che alcuni tipi di attività generano normalmente più recensioni di altre, come ad esempio i ristoranti. Se avete un’attività come chirurgo plastico, è improbabile che riceviate decine di recensioni al giorno.
Fateci un pensierino.

 

Redazione

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