Come diagnosticare un calo di traffico

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Un calo o una drastica diminuzione del traffico è un qualcosa che tutti noi abbiamo riscontrato, in più occasioni. Ecco una guida in quattro passaggi per aiutarti ad affrontare questo problema

Riepilogo in 30 secondi:

  • Un calo del traffico non significa necessariamente che qualcosa non va: nella maggior parte dei casi, è naturale
  • Tutti i siti hanno registrato un calo del traffico nel corso della loro vita che può essere spiegato dalla stagionalità, dalla assenza del budget in advertising e da molti altri fattori
  • Quando si presenta un calo del traffico di ricerca organico, è spesso causato da contenuti stagnanti, dall’emergere di nuovi concorrenti o dalla perdita di backlinks
  • Per diagnosticare un calo di traffico, identifica quale sorgente di traffico sta diminuendo, quindi trova quali pagine hanno perso traffico
  • È importante evitare decisioni affrettate: prenditi il tempo che serve per controllare se hai perso qualche posizione e quali pagine hanno sostituito le tue
  • Prova a pensare al perché si sia verificato questo cambiamento e a come potresti risolverlo

Hai mai controllato le Analytics e notato un calo improvviso o graduale del traffico organico?
Andiamo, chi di noi non l’ha mai fatto?
Se c’è una cosa comune in quasi tutte le strategie di marketing è proprio questa: tutti noi ci siam trovati a dover affrontare la diminuzione del traffico organico in molte occasioni. Qualsiasi sito web ha visto cali di traffico, spesso anche regolarmente.

Come affrontare un calo del traffico organico quando vedi qualcosa di simile all’interno di Google Analytics?
Ecco quattro passaggi ben definiti da eseguire a seguito di una diagnosi di calo del traffico.

Step 1: Verifica quale fonte di traffico è stata interessata

Questo è ovvio, ma troppe persone presumono automaticamente che, a diminuire, sia stato il traffico organico proveniente da Google.
Assicurati quindi che non sia stato il traffico PPC, causa esaurimento del tuo budget in Ads. Succede più spesso di quanto creda!
Quindi, supponendo che si tratti di un calo di traffico organico, continuiamo a controllare.

Step 2: Quale pagina è calata?

Per scoprire rapidamente quali pagine sono calate, vai al tuo account Google Analytics e clicca su: Acquisizione -> Tutto il traffico -> Canali. Fai clic su “Organico“. Nell’intervallo di date, seleziona “Confronta con” e nel menu a discesa seleziona “Periodo precedente“.
Ora scorri verso il basso e fai clic sulla scheda “Pagine di destinazione” per vedere tutte le tue pagine e come il loro traffico di questa settimana si presenta rispetto alla settimana precedente.

Non c’è bisogno di scorrere molto in basso. Se noti un calo del traffico, è probabile che la tua pagina o le tue pagine con un ranking più elevato siano state interessate. Guarda quindi in cima alla lista.

Ora, cosa più importante, se tutte le tue pagine hanno subito un calo, hai un buon motivo per preoccuparti. Questo può essere un indicatore di un sito penalizzato da un recente aggiornamento di Google o anche un warning (quest’ultimo è molto meno comune in questi giorni). Questo articolo elenca alcuni buoni modi per verificare se c’è stato un aggiornamento e come valutare se potresti esserne stato interessato.

Uno scenario più comune è che vedrai calare alcune pagine e altre guadagnare traffico o restare invariate. Questo sta ad indicare che non dovresti preoccuparti di eventuali azioni da parte di Google. La maggior parte delle pagine sale e scende nella SERP tutto il tempo.

Ora prendi l’elenco degli URL in declino e approfondisci ulteriormente.

Step 3: C’è stato un impatto sul ranking?

Non è una cosa così rara: assistiamo a un graduale calo del traffico senza alcun impatto evidente sulle classifiche. Ciò può essere spiegato da due possibili ragioni:

  1. Le persone semplicemente non cercano più così tanto quella query. Questo era molto comune nel 2020 quando i modelli di ricerca sono cambiati drasticamente. Ed è ancora valido come nel caso delle query stagionali (pensa a “costumi”, “attrezzatura da sci”, “costumi da bagno”, ecc.)
  2. Le pagine dei risultati dei motori di ricerca hanno aggiunto un nuovo elemento di ricerca che ruba attenzione e clicks.

Quindi, come fai a diagnosticare se il tuo ranking è in discesa?
A questa domanda è più difficile rispondere in questi giorni. Se stai monitorando il tuo ranking, un passaggio ovvio qui sarebbe andare a controllarlo.

La Search Console di Google è un’altra piattaforma da verificare, ma non è facile diagnosticare rapidamente il calo del ranking lì. Lo strumento è un po’ indietro nella visualizzazione dei dati aggregati. Tuttavia, se gli dai un po’ di tempo, puoi analizzare le tue classifiche utilizzando la scheda “Confronta” all’interno della sezione “Prestazioni” dei rapporti.
Una volta scelto l’intervallo di date, scorri verso il basso fino ai tuoi dati e filtrali in base alla colonna “Differenza di posizione“.

Tieni presente che tutto ciò che devi notare qui è la perdita o il declino delle pagine posizionate nella prima pagina della SERP, considerando che quelle posizionate in seconda pagina non avrebbero comunque portato un calo del traffico. Quindi, di nuovo, respira.

Invece, puoi filtrare i dati di Search Console per “Posizioni precedenti” per vedere, ad esempio, i posizionamenti in #1 pagina persi.

Un altro modo, probabilmente più intelligente, per diagnosticare le query colpite è giudicare in base al traffico. Search Console mostra il numero di clic portati da ciascuna query e il confronto con ciò che portava in passato. Se Google non è l’unico motore di ricerca che ti preoccupa, utilizzando Finteza puoi individuare le query di ricerca che inviano meno traffico rispetto a prima.
Il rapporto sulle parole chiave di ricerca predefinito di Finteza raccoglie i dati di tutti i motori di ricerca in cui appari. È necessario che venga utilizzato per un po’ di tempo per accumulare questi dati. Ma è facile da integrare.
Finteza è a pagamento (costa 25 dollari per 100.000 utenti unici al mese) ma è l’unica soluzione di analisi dei dati web che offre ancora dati affidabili circa le parole chiave.

Per una migliore comprensione di cosa sta succedendo con il tuo traffico organico, ti suggerisco di utilizzare tutti i metodi suggeriti sopra (e altri). Ancora una volta, con la personalizzazione e la localizzazione della ricerca, è molto difficile capire da dove stai guadagnando (o perdendo) traffico, quindi la chiave è combinare i dati da più fonti.

Step 4: Identifica il motivo per cui queste posizioni sono in calo

Ecco un’altra parte noiosa della nostra analisi. Il più delle volte, le tue classifiche possono fluttuare o diminuire a causa del fatto che Google trova una pagina migliore da posizionare. Questo può accadere perché:

  1. La tua query necessita freschezza e c’è una pagina più fresca che è stata spinta sopra la tua. Se è questo il caso, ormai dovresti essere abituato alle fluttuazioni
  2. Il tuo concorrente ha creato una pagina migliore con backlink migliori
  3. Hai perso alcuni importanti backlink che hanno portato a perdere un po’ di valore

La soluzione di monitoraggio della posizione utilizzata, potrebbe darti qualche indizio su quale pagina ti ha superato nelle SERP. La maggior parte delle piattaforme di monitoraggio del ranking è dotata della funzione di “Monitoraggio SERP” che scatta regolarmente un’istantanea delle tue SERP più importanti.

Puoi monitorare i movimenti SERP in oggetto per conto tuo:

  • Per le query ad alto volume di ricerca, SpyFu tiene traccia dei movimenti chiave della SERP.
  • Per facilitare l’individuazione dei backlink persi, che potrebbero aver rappresentato la perdita di posizioni, utilizza i link-tracker. Questi software tengono un registro di quando esattamente ogni link è stato perso e quindi ti consentono di valutare facilmente se questo è ciò che potrebbe aver avuto un impatto sulle tue classifiche e sul traffico organico.

Una volta che conosci quale pagina ti sta sostituendo nei risultati di ricerca, prova a trovarne il motivo. Ci possono essere una serie di ragioni, incluse le più comuni (oltre alla combinazione di esse):

  • Contenuti più freschi
  • Contenuti migliori (più lunghi, di qualità superiore, più visual più approfonditi, ecc.)
  • Contenuti meglio ottimizzati
  • Contenuti semanticamente più rilevanti
  • Migliori (e sì, maggiori) backlink. 
  • Contenuti più affidabili (può essere dovuto ai backlink ma anche alla paternità degli stessi)
  • Link interni che si presentano meglio

Conclusioni

Mantenere il tuo traffico sotto controllo va al di là di ciò che è in tuo potere. Quello che puoi fare è tenere d’occhio (costruire una dashboard lo renderebbe più semplice e coerente) e creare una routine ben impostata per analizzare un possibile calo.

Quando vedi un calo del traffico organico, non significa necessariamente che il tuo sito sia soggetto a un qualunque tipo di penalità (che è l’ipotisi più frequente). Nella maggior parte dei casi, si tratta di una fluttuazione SERP in corso, perfettamente naturale. Mantieni la calma e analizza attentamente cosa è cambiato (e perché). Non affrettarti a intraprendere alcuna azione o aggiustare nulla finché non controlli varie fonti di dati e finché non prendi tempo per elaborare un piano strategico.

E soprattutto: respira!

Liberamente ispirato e tradotto da:
Diagnosing a traffic drop? Just breathe! (Fonte: Search Engine Watch)

Redazione

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