Black Hat SEO e Hacking: tutto piu’ semplice

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Un saluto a tutti. Oggi parlo sempre di Black Hat SEO, che in questo forse è più legato anche alla nostra attualità o comunque con un impatto più grande rispetto alla SEO (come posizionamento su Google).

Seguo alcune SERP molto particolari di Google e sempre più spesso noto che molti siti web non si posizionano in modo naturale per una keyword. Ci sono quelli che fanno Link Building in modo estremo ma ci sono webmaster che usano strategie SEO più da hacker o comunque riescono a caricare un contenuto esterno sul vostro sito web tramite programmi o SQL Injection.

Il mio livello in questo tipo di attività è molto basso, non mi occupo della sicurezza di un sito web quindi vi posso solo dire che tramite un attacco hacker si riesce a caricare un redirect e posizionare una pagina in Google anche se il sito parla di altre cose totalmente fuori da questo argomento.

Alcuni esempi veloci di questo tipo di Black Hat SEO potete vedere dai screen che sono stati fatti. Ma non è tutto, infatti quasi sempre su questi siti web possiamo trovare un redirect (molto veloce :D) che non ci permette neanche di caricare il vero sito web, ma subito ricarica la pagina di vendita del prodotto, in questo caso un simile-viagra ( ricordo che non viene venduto mai il viagra, ma solo un principio attivo di questo che dovrebbe funzionare come la pillola blu).

Hacking SEO: la pillola blu istituzionale

Ma i metodi di hacking vengono usati anche per fare redirect e Link Building su siti governativi oppure con un elevato trust.

Idea geniale, perché pagare un PR6, quando c’è un sito come quello del Comune di Ferrara dove posso caricare il mio file dentro il root del sito e avere il mio dofollow a gratis ? Non ci credete ? pensate che non è possibile ?

Qualche screen potete vedere sotto, attualmente il Comune di Ferrara ha visto che il loro sito comunale era diventato una farmacia illegale e ha pulito tutto il db. Sai che bello vedere un negozio di viagra sopra il proprio sito 😀

Sempre impossibile ? Ma veramente ? Per esempio il link di “Facoltà di Lettere e Filosofia – Area Informazioni” riporta tranquillamente un redirect su almeno una decina di derivati di viagra e simili con prezzi mai visti. Questo si che è un aiuto per le nuove matricole.

Questa ricerca riporta come query tutti redirect su siti del genere :  http://www.google.it/search?q=viagra+site:uniroma2.it/&hl=it&noj=1&prmd=imvnsr&ei=KSQ4T5G_ENCF-wbt_K3yAQ&start=90&sa=N&biw=1600&bih=799 ( qui basta cliccare sul primo risultato per essere automaticamente buttati su un negozio online di viagra)

Il sito dell'Università di Roma "Tor Vergata".

 

In questo caso, l’attività di Black Hat SEO viene fatta perché Google considera il sito web dell’università come un ottima risorsa, che viene appunto usata per posizionare le keyword che portano più guadagno per la vendita.

Se ci fate caso, il redirect non è automatico, cioè ha una descrizione e quindi c’è una pagina web che prima lascia la descrizione del prodotto (in questo caso viagra) e poi viene fatto un redirect, e questo non è fatto a caso in quanto così il bot di Google riesce a rilevare il contenuto e posizionare quella determinata pagina al meglio per il tipo di descrizione.

Prima di esserci un filtro o un ban  da parte di Google spesso passa molto tempo  e  questi siti web vivono tranquillamente per anni e anni, tanto prima che qualcuno guardi che cosa hanno dentro…

Black Hat SEO: via col Panda

Ho voluto scrivere questo articolo per un semplice motivo: controllate anche voi i vostri siti web. Se ci sono commenti, profili, magari pagine di questo genere.

Attualmente con Panda Update pagine di questo tipo non hanno  valore, e portano a poco di buono. Per farle un controllo molto rapido vi basta fare un check rapido su Google, vedere prima di tutto le pagine che il motore di ricerca ha indicizzato, poi magari potete fare una ricerca in modo più profondo dentro il vostro sito (per esempio viagra site:www.tuosito.it) in modo da vedere se ci sono risultati.

Redazione

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