Fattori sociali per la SEO: valgono o no?

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Le ferie sono finite, quindi bisogna ritornare ai posti di lavoro, riguardare i vari clienti, posizioni, SERP, nuovi aggiornamenti di PR, vari Panda e Penguin. Si, si stava molto meglio in Ucraina dove ho passato quasi un mese e mezzo, ma devo dire che un pò la SEO mi è mancata.

In questi giorni le notizie sono tante, una di quelle che mi ha interessato molto è una dichiarazione di Matt Cutts uscita proprio pochi giorni fa a una conferenza (la SES 2012 di San Francisco).

Secondo le parole di Cutts, i fattori sociali dentro la SEO non hanno un grande peso (almeno per ora ovviamente).

Anche i vari segnali sociali come il loro Google+, il bottone di +1 su ogni pagina ma anche Twitter, i Like di Facebook non sempre possono dare un risultato dentro la SERP di questo motore di ricerca.

Google tiene in considerazione il numero di Follower che ha una persona su Twitter e attribuisce un valore al link da questo social, una specie di Klout a dire la verità, chi è più in alto ha un’autorità maggiore all’interno della rete.

Il problema è che anche Google+ per ora non ha la funzione SEO, come tutti i webmaster si aspettano.

O meglio, trovo interessante la mossa di Google ad indicare in tutti i modi che questo social è molto SEO, ha un peso molto grande al interno di Google ecc ecc, per poi smentire tutto questo, ma intanto migliaia di bottoni su tutto il web sono stati installati, decine di plugin fatti per WP con questa funzione e anche attraverso questa campagna Installa +1 sei subito in Top, tanti si sono iscritti al interno del social.

La formula era abbastanza facile, più +1 ho all’interno di un articolo, più sono in TOP di Google.

Sempre al SES 2012 si è parlato di contenuti duplicati, dove appunto il motore di ricerca ha fatto molti progressi nel riconoscere un testo originale da uno copypaste attraverso i vari update e aggiornamenti come il Panda, anche se il numero di link che indicizza Google è molto alto, quindi c’è una possibilità di sbagliare dentro i risultati di ricerca.

Con il tempo, andiamo sempre verso un nuovo motore di ricerca, vedi in USA quello che loro chiamano Knowledge Graph, insieme alla ricerca personalizzata per ogni utente, secondo me rimane ben poco della SEO come lo vediamo noi oggi.

Redazione

Redazione

Lascia un Commento