E-commerce, per la SEO usate solo il buon senso

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Oggi ritorno su un argomento che diventa sempre più interessante in questo periodo in Italia. L’E-commerce, il negozio online chiamatelo come volete ma proprio in questo periodo ci sono un sacco di richieste da parte dei venditori “tradizionali” di esportare in qualche modo le loro realtà di commercio anche in rete.

Così, prima o poi queste realtà online si devono adeguare al motore di ricerca. Di certo non avviene subito, perché il commerciante pensa subito di vendere in grandi quantità in rete, poi scopre che esiste una macchina chiamata Google e che il posizionamento organico è un procedimento complesso e che non si basa su chi è più “visitato” o “figo” in rete. Sono tutti i due casi che mi sono capitati, ” Lui sta in top perché è più cliccato”, niente di più sbagliato.

SEO ed E-Commerce

Penso che la SEO è l’investimento meno costoso fra tutti i rami della pubblicità online per un negozio in rete. Rapporto cliente/spese per fare SEO sicuramente è ottimo, se trovate il bravo specialista per poter ottimizzare al tutto.

La SEO molte volte viene inclusa solo dopo che il sito web è stato creato, in quanto la gente si rende conto che non arrivano visite dal motore di ricerca.

Da sempre consiglio a tutti di includere il punto della SEO per ogni preventivo che coi fate per un negozio online. Dove chi fa questo negozio non deve aver solo scritto ” SEO Frendly” ( che detta fra di Noi non vuol dire niente) ma devono mostrare almeno qualche esempio, caso di posizionamento su come i loro prodotti sono usciti in Top di Google.

Posizioni e Keyword non hanno importanza a dire il vero. Che parliamo di Top difficili o quelle veramente facili facili personalmente mi importa poco. La cosa importante e che il negozio veramente funzioni per i motori di ricerca, che i prodotti si riescano a trovare.

Pensate che ancora oggi trovo tranquillamente robots chiusi dai motori di ricerca e nessuna pagina indicizzata. Se volete vendere online, il motore di ricerca è sicuramente il vostro amico.

I contenuti, oppure risparmia dove puoi

Spendere poco è un trend che si vede molto. Voglio spendere solo un tot di soldi, il resto non mi importa come viene fatto il tutto. In questo modo il cliente si scava la fossa con le proprie mani, in quanto la prima cosa che viene tagliata è il budget per i testi del loro negozio online.

E per il 90% dei casi si va da sito web di un concorrente, si copia il tutto e incolli dentro il tuo nuovo e fiammante negozio fatto con prestaShop. Risultato? Filtro da parte di Google e nessuna visita, per non parlare del fatto che avrai sempre una conversione bassa.

Un’altra caratteristica tutta Italiana è la musica. Parte in automatico e ti fa ricordare subito una mezza decina di santi facendoti chiudere il sito. Facendo siti web per una clientela leggermente diversa e lavorando in ambienti diversi concentrati più sul Est Europa, loro per esempio non la vogliono. Come non vogliono il flash dentro un iframe. Direi che in Italia è un oldscool in questo dove ancora oggi girano pezzi di storia del genere.

La musica parte a palla, senza chiedere se magari hai le cuffie, le casse accese e sono le due di notte e magari hai un figlio piccolo che dorme oppure qualcuno in casa. Scusate ma su queste cose ci ragiono solo io quando vado dal cliente? Insomma se sono tanto fuori come ragionamento, prego ditelo. Rifarei un sito web a gratis del genere, giusto per principio del web pulito e che funziona. Sono come le auto con un motore vecchio che inquina e consuma tanto. In fondo alle cose è una cosa personale quella della musica, quello che può piacere a te webmaster/venditore non è detto che deve piacere a me cliente tuo.
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Del resto, sono sul tuo negozio per vendere ed a questo punto perché mi devi stressare con i tuoi gusti musicali? Che male ho fatto per meritarmi questo? E non ti bastano i soldi che verso sul tuo C/C per aver acquistato il tuo prodotto?

E’ buffo, ma se parliamo della rete un sacco di persone si dimenticano che ci sono comunque delle leggi, almeno quelle del buoncostume fra le persone.

Mi ricordo un cliente che mi presentò un suo sito web fatto in flash molto contento e pimpante, della serie guarda che roba mi hanno fatto…. si illumina tutto e il menù è talmente figo che si muove! . Alla domanda, ” Scusa ma vende questo sito web? I tuoi clienti da dove vengono?” Ci ha messo qualche minuto per rispondere, e ovviamente era negativa come risposta. Ed allora mi sono chiesto, figo, allora questo sito web a che cosa ti serve?
AH, ma è stato fatto dalla società che ha fatto anche siti web per Canale X, Azienda multi nazionale Y e Presidente di Burundi XYZ”. Stop, stop, stop, ma a te questo sito web rende?
E’ quello che ti devi chiedere, è chi che ci devi arrivare. Se no, sei un perfetto e consapevole masochista in rete. Pensiero personale, ovviamente.

Vi lascio una simpatica immagine che gira da qualche settimana su Facebook, e che riassume un po’ il discorso che è stato fatto prima.

Alla fine la SEO in questo caso, è solo tanto buon sens. Non è poco, infatti con il cliente che non è invadente si lavora molto ma molto meglio in ogni ramo.

E poi non vi dovete lamentare se il negozio non vende, la colpa è anche vostra 😉

Redazione

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