Contest SEO Training: la prima settimana da bellimbusti

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E’ partito ufficialmente il 1° Contest SEO Training che deciderà chi sarà il primo Bellimbusto dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Ma perché “bellimbusto”? Perché si tratta della parola chiave da posizionare!

I primi giorni del Contest SEO al quale i posizionatori italiani hanno dato una più che buona risposta è stata incandescente; la scelta di un regolamento il più snello possibile e l’esclusione di tecniche Black Hat ha scatenato un vespaio che non è nuovo al settore: cosa è Black Hat e cosa no? Cosa si può considerare sportivo e cosa conduce al Lato Oscuro e a un’asma cronica spaziale?

Fra i post che ci è capitato di leggere a riguardo, la palma all’occhio più acuto e indiscreto va al nostro Markian, che nel suo blog personale ha sottolineato alcune tecniche SEO borderline utilizzate dai partecipanti.

Ora, premesso che questo post (e presumo quello del seoline) non ha intenti “sputtanatori” ma unicamente didattici, e di discussione riguardo ciò che IMHO può essere considerato Black e cosa no, permettetemi alcune considerazioni prima della classifica del SEO Contest, realizzata con WebCEO stamane alle ore 9:00, orario fisso.

1.I link nascosti sono Black Hat. Suvvia, ragazzi, se non lo fossero, non bisognerebbe nasconderli no? Basta contestualizzare, per una link building di qualità;

2.E qui mi riallaccio al secondo esempio portato nel post di Markian: i  commenti. Aggiungere un valore alla discussione di un post, linkando poi il proprio sito (che sia del contest o meno), è una pratica di Link Building altamente White oltre a essere stimolante, insomma 2.0 .

Approfittare invece dello spazio messo a disposizione di un blogger per aggiungere commenti risibili, e prendere un link, non solo è Black ma è anche mortificante di quello che dovrebbe essere una visione di condivisione del Web.

Ora, sia ai nostri corsi SEO Training che nei progetti dei clienti in DEA Marketing S.r.l., abbiamo sempre avuto ed applicato una visione e una pratica così White Hat che in confronto Luke Skywalker è un cattivo ragazzo. Scherzi a parte, non spammate, via!

3. Invece l’utilizzo del canale video di YouTube è una pratica intelligente. E’ sensato e contestualizzato.

Come già detto precedentemente, di buon senso ne son piene le fosse, ma è anche vero che “fatta la legge, trovato l’inganno”. Un paio di modi di dire per sottolineare la scelta di un regolamento light.

In summa di tutto questo, a livello di staff del Contest SEO Training abbiamo deciso per questa settimana di lanciare solo un “cartellino giallo” (cit. SEOGM) a tecniche come il punto 1 e 2. Però mi preme sottolineare la rilevanza dei commenti un po’ spammosi.

Davvero evitateli, più che altro per non intasare altri blog, fra l’altro molto utili, come quello di Francesco Gavello o del Tagliaerbe.

Ora, chiudendo la lunga parentesi, ecco la classifica del Contest SEO:

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Benedetto Motisi

Benedetto Motisi

SEO Jedi appassionato delle ultime innovazioni dei search engine. Co-creatore del Master SEO Training, ha una missione: portare il proprio contributo alla Forza del Web Marketing.

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