Fino a più o meno cinque anni fa, la pratica di internazionalizzazione più diffusa in azienda, anche medio-grande, era tradurre le brochure aziendali in certe lingue di interesse. Nei casi migliori, a queste brochure si associava un sito multilingua, dove la brochure era anche disponibili in formato digitale. Purtroppo spesso le traduzioni, sia delle brochure sia degli altri testi sul sito, erano piuttosto improbabili o anche solo poco rispettose della variante linguistica tipica di un certo paese target.

Infatti, decidere a quali paesi indirizzare l’offerta, non è affatto secondario. La comunicazione diventa più efficace se tiene conto delle esigenze e delle preferenze culturali di un certo paese. Ecco perché si parla sempre di più di localizzazione dei contenuti. Inoltre, una buona comunicazione deve essere aggiornata: le brochure vanno rinnovate costantemente, sia nei testi sia nelle immagini, per riflettere i cambiamenti dell’azienda nel corso degli anni. Ora dunque ti racconto un po’ come puoi fare per renderti veramente internazionale e moderno.

I paesi target: pochi ma buoni

C’era una volta l’ascolto della rete, sì quello che forse avrai già fatto per gli utenti italiani. Ora è il momento di aggiungere un nuovo ascolto per ogni lingua di interesse, a seconda dei tuoi target esteri. Se non conosci molto bene qualcuna delle lingue straniere a cui sei interessato, allora ti consiglio vivamente di rivolgerti a persone con competenze linguistiche elevate, che possano supportarti bene.

In base ai tuoi obiettivi e al risultato dell’analisi del listening in lingua, potrai ridefinire una strategia digitale per il tuo pubblico estero. Come dicevo prima, è opportuno scegliere direttamente i paesi che vuoi andare a colpire e non solo una serie di lingue. Questo è importante per poter iniziare a localizzare i contenuti, scegliendone le caratteristiche e il valore in base a un determinato paese specifico.

Non è difficile capirne il vantaggio. Per esempio, se vuoi definire un mood estivo per il tuo brand di snack, allora dovresti decidere se ti stai rivolgendo agli USA o all’Australia. Anche se in entrambi i paesi si parla inglese, se vuoi davvero colpire i consumatori dovrai scegliere le espressioni idiomatiche giuste. Inoltre, non potrai fare la stessa comunicazione nello stesso periodo dell’anno, dato che i due paesi hanno stagioni opposte. Chiaramente, una comunicazione localizzata richiede anche più risorse, ma è possibile adeguarla al proprio budget. Questo è un altro motivo per iniziare con pochi paesi target.

Se non pensi di riuscire a gestire la localizzazione da solo, ma hai già dei contatti in un certo paese, come importatori o distributori, allora puoi per esempio decidere di affidare a loro la gestione dei tuoi canali social in quel paese. In questo caso ti consiglio di includere la Social Media Policy nel contratto, chiarendo nei dettagli cose come il tono di voce o il mood da trasmettere. Includi anche la cosiddetta Crisis Management Policy, cioè la gestione tempestiva dei problemi che possono nascere dalle interazioni sui social (clienti insoddisfatti, reclami specifici, ecc.) Cerca di non lasciare niente al caso.

Non tutto il mondo è paese

Sono sicura che dal tuo ascolto per il mercato nazionale hai individuate anche i canali dove si parla del tuo prodotto. 😉 Non l’hai fatto? Allora, inizia subito! Infatti, anche questi canali potrebbero essere diversi in base al paese estero. Probabilmente scoprirai con sorpresa che anche gli argomenti di conversazione sui social sono diversi da quelli tipici in Italia. È chiaro dunque che tradurre un piano editoriale può non essere sufficiente. Bisogna invece adattarlo.

Ancora più curioso sarà scoprire che, all’interno di una stessa piazza sociale, i toni di voce e le modalità di dialogo cambiano in base al tipo di pubblico che lo frequenta. In una certa pagina puoi trovare interazioni e commenti diversi per mood, tono culturale, ecc., per esempio in base alla diversa provenienza geografica degli utenti che pure parlano la stessa lingua, oppure in base alla loro età o alla provenienza sociale e culturale. Quindi attenzione alla scelta del mood, delle proposte, delle risposte. Se non è possibile accontentare tutti, scegli uno stile che pensi sia adatto alla maggior parte dei lettori o almeno a quelli che ti sembrano più influenti. 

Non meno importanti saranno i tempi di distribuzione dei contenuti. Sto parlando proprio dell’orario di pubblicazione. Se, per esempio, vuoi comunicare qualcosa a utenti europei, allora dovrai pubblicare al mattino presto, così come fai per l’Italia; mentre se vuoi parlare a utenti americani, allora dovrai adattare la pubblicazione al fuso orario diverso, e magari anche a diversi fusi orari, se necessario (per esempio, hai un distributore in California piuttosto che a New York).

Conclusioni

Stilare una strategia digitale orientata all’internazionalizzazione di successo è possibile se riesci a farlo in maniera programmata e step-by-step. Dove non riesci ad arrivare per mancanza di conoscenze, farai bene a servirti dell’aiuto di consulenti specializzati in materia. Entrare in un nuovo mercato con il piede giusto è importantissimo.

Il buon senso e la costanza, sono due qualità fondamentali di ogni azione di social media marketing efficace. Dovrai cercare di organizzarti per riuscire a garantire la tua presenza e a dare risposte più o meno celeri anche agli utenti esteri. Eviterai così di lasciare una brutta immagine del tuo brand e di sostenere costi di recupero.  

Dunque procedi per grado, dall’inizio: ascolta, rifletti e poi inizia a pianificare. Quando l’azione sarà finalmente a portata di click, la tua attività sarà pronta a partire per conquistare il mondo. A proposito, ti sei ricordato di mettere delle giuste keyword nei tuoi bagagli? 😉

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