La recente incrementata tendenza alla navigazione da dispositivi mobili ha reso l’utilizzo di alcuni servizi particolarmente orientato all’utente. Si pensi, ad esempio, a quanto utile possa essere avere una indicazione real time del traffico sul percorso che google maps ci suggerisce. La geolocalizzazione in questo caso viene da noi condivisa per rendere quella informazione real time utile anche a chi da lì a breve impegnerà quel tratto di strada, ma anche a Google per sapere dove siamo e riutilizzare poi quei dati su altri tipi di servizi come i risultati di ricerca. Big G ha tutto l’interesse a fornire ai propri utenti SERP sempre più attinenti, in parte perché in questo modo può offrire un servizio migliore, ma soprattutto perché quanto più precise sono le indicazioni fornite, tanto più profitto ne può trarre in termini economici.

A luglio di quest’anno Google ha rilasciato un nuovo algoritmo che ha del tutto rivoluzionato le SERP per quelle che sono le ricerche locali. L’algoritmo non è stato divulgato ufficialmente, ma Big G lo ha reso noto passando la voce a Search Engine Land che lo ha nominato Pigeon.

Creato per offrire risultati di Local Search più pertinenti e utili agli utenti, il “Piccione” porta con sé anche dei risvolti negativi oltre a quelli positivi, nonostante questo non sia un algoritmo di penalizzazione come i suoi cugini Panda e Penguin. Tra i cambiamenti, ce ne sono alcuni che riguardano il riconoscimento di sinonimi ed errori grammaticali, il miglioramento del Knowledge Graph e altri. A detta di Google, ci dovrebbero anche essere dei perfezionamenti sulle SERP che mostreranno risultati differenti a seconda della distanza effettiva tra l’utente ed il target ricercato.

Pigeon e la local search

Tuttavia, a differenza dei suoi parenti più stretti, Pigeon è al momento attivo solo negli Stati Uniti. Nonostante questo, c’è già un quadro ben definito di come sono cambiati i risultati delle SERP statunitensi: vediamo assieme cosa è successo in questi due mesi e come prepararci al meglio per il suo arrivo anche qui da noi.

Quali sono le categorie affette da Google Pigeon?

Tutte quelle riguardanti la prestazione di servizi a livello locale, come:

Più in generale, secondo le statistiche analizzate tramite Moz, pare che i Local Pack abbiano avuto un calo del 23,4% per alcune chiavi di ricerca specifiche.

Le keyword che hanno avuto un calo sono state:

I test hanno tuttavia evidenziato che non tutti i Local Pack sono stati penalizzati e hanno visto dei boost siti come Yelp, Yellowpages.com, TripAdvisor, OpenTable ecc. per alcune chiavi di ricerca. Siti directory di questo genere offrono risultati altamente targetizzati lato local per chiavi generiche non legate a specifici brand. Pare quindi chiaro come keyword come “hardware store Chicago” o “restaurants in Seattle” offrano collegamenti molto forti nei risultati di ricerca, rafforzate anche dall’autorità di questi siti per via dei backlink in ingresso.

I siti non-local in Italia verranno influenzati da Google Pigeon?

Non esiste una risposta assoluta, ma sarà bene avere delle accortezze per evitare penalizzazioni.

Come ben sappiamo, le local query hanno già da ora in Italia una forza maggiore rispetto alle non-local. Con l’arrivo di Pigeon, ancora di più, questa tendenza sarà marcata e ci si può aspettare delle oscillazioni in positivo o in negativo sia per le query locali che per quelle generiche. Per questo motivo i siti che non hanno una forte localizzazione (o non dovrebbero averla) come gli e-commerce che operano esclusivamente online a carattere nazionale, ad esempio, ci si aspetta che perdano qualche posizione nelle SERP per alcune specifiche chiavi di ricerca. Per questo genere di siti, è consigliabile evitare di effettuare delle azioni che potrebbero localizzare l’attività, come ad esempio inserire la sede dell’azienda in Google Maps o utilizzando le errate categorie di appartenenza di Google for Business e delle pagine aziendali di Facebook. Se ciò accadesse, il sito potrebbe non apparire più nelle SERP generiche ma essere relegata alla Local Search, perdendo di conseguenza una grande quantità di impressions.

Seguendo questa linea di pensiero, sono già state rilevate alcune importanti anomalie sulle SERP americane dovute appunto ad errori di localizzazione delle attività. Ad esempio, Expedia è diventata un Hotel nel centro di New York invece che un’agenzia di viaggi online. Errore che è stato poi corretto dando all’Headquarter dell’azienda la giusta collocazione tra le categorie selezionabili sui Social Network.

Come si localizzeranno i siti dopo Pigeon?

Fino ad oggi i SEO hanno spinto le attività locali inserendo il nome della città nelle keyword e nelle url.

Dall’ingresso di Google Pigeon ciò non sarà più necessario perché altri accorgimenti avranno maggior peso sull’algoritmo:

  1. I Social Network giocheranno un ruolo fondamentale.
  2. I siti di directory come TripAdvisor otterranno posizionamenti molto forti. Converrà quindi giocare d’astuzia e inserirsi nei loro database.
  3. Inserire i dati di localizzazione dell’attività nei footer o nei widget, ad esempio.
  4. Sfruttare le recensioni di Google collegando il sito alla pagina aziendale .
  5. Nel caso di attività con più sedi, assicurarsi di inserire quanti più dati possibili sulle sedi e la loro localizzazione: indirizzo e numero di telefono, mappa, ore di apertura della sede, come arrivarci, servizi nelle vicinanze ecc. , eventualmente creando delle sitemap specifiche.

Conclusioni

Tu che ne pensi? Saremo abbastanza preparati all’arrivo di Pigeon?

Quando arriverà nelle nostre SERP? Ci leggiamo nei commenti 🙂

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